Roma, 16 gen. (Adnkronos) - Un altro miracolo dalle pietre di Haiti. A quasi tre giorni dal sisma, ieri pomeriggio, a Port-au-Prince, grazie all'allarme lanciato da una tv australiana che stava effettuando delle riprese vicino alla sede di Save the Children, è stata tratta dalle macerie Winnie (nella foto), non ancora due anni.
La piccola è stata immediatamente condotta presso l'ufficio di Save the Children dove gli operatori dell'organizzazione hanno rilevato il suo stato di disidratazione. I genitori di Winnie sono stati uccisi dal terremoto e la piccola è ora affidata allo zio, che a sua volta ha perso la moglie.
Nonostante un membro dello staff dell'organizzazione, Similien Mackendey, di soli 24 anni, abbia perso la vita durante il terribile terremoto, e altri 7 operatori risultino ancora dispersi, il team di Save the Children a Port-au Prince, composto da circa 60 persone, informa l'organizzazione in un comunicato, ha da ieri avviato la distribuzione dei primi aiuti di emergenza: medicinali e forniture ospedaliere a 14 ospedali e cliniche di Port-au-Prince e e dei sobborghi rimasti senza niente, di kit per famiglie e di kit igienici contenenti coperte, sapone, spazzolini da denti, taniche per l'acqua e zanzariere.
"Le condizioni degli ospedali sono estremamente critiche e le persone che hanno bisogno di assistenza e cure sono stese per strada, fuori degli ospedali - racconta Annie Foster, responsabile del Team di Emergenza di Save the Children ad Haiti - stiamo fornendo medicinali e forniture ospedaliere a queste strutture e anche avviato delle ricognizioni nei campi sfollati che spontaneamente stanno nascendo nelle zone della citta' piu' colpite per valutare i bisogni sanitari piu' urgenti".
"In giro vediamo genitori assetati e disidradati che vagano per le strade alla ricerca di acqua per i figli -prosegue Annie Foster- tutte queste persone e bambini si stanno raccogliendo in spazi all'aperto dove stanno nascendo dei campi improvvisati. Nessuno infatti ha il coraggio di rientrare in casa, dal momento che le scosse continuano. Save the Children'', spiega ancora la responsabile del team di Emergenza della Ong, "allestira' degli spazi a misura di bambini all'interno di questi insediamenti e avviera' le attivita' di ricongiungimento dei bambini con i genitori e familiari. Attendiamo inoltre ad ore l'arrivo da Santo Domingo dove contiamo sull'appoggio logistico della Save the Children di Santo Domingo, un carico di forniture mediche e 40.000 litri d'acqua".
"Questo e' solo l'inizio di quello che sara' un articolato intervento di aiuto e ricostruzione di cinque anni - spiega Valerio Neri, direttore Generale di Save the Children Italia - il nostro impegno non e' solo quello di garantire aiuti immediati ai bambini e alle loro famiglie, ma anche un futuro migliore per tutti loro".
Fonte: ADNKRONOS
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sabato 16 gennaio 2010
venerdì 15 gennaio 2010
''Il terremoto è una cosa buona per noi''. Frase choc del console haitiano in Brasile
Brasilia, 15 gen. (Adnkronos) - Il console di Haiti a San Paolo del Brasile, Gerge Samuel Antoine, ha affermato che il terremoto che ha colpito il Paese caraibico "è una cosa buona per noi". La dichiarazione è stata registrata dalle telecamere dell'emittente televisiva brasiliana Sbt. "La disgrazia di Haiti è una buona cosa per noi, perché così ci fa pubblicità", ha detto il console haitiano, che ha parlato non sapendo che le telecamere erano rimaste accese.
Per il diplomatico, il terremoto sarebbe stato causato dal "tanto praticare la macumba", un culto molto comune ad Haiti. "Tutta questa macumba, io non so cosa cavolo sia", ha detto il console. Pochi minuti prima, nell'intervista alla tv aveva detto di essere "molto teso e depresso per i fatti ad Haiti" e che per questo utilizzava un amuleto vodoo per "calmarsi". "L'africano stesso è maledetto - ha detto Antoine, che fa parte della minoranza bianca di Haiti - tutti i posti dove ci sono africani sono fottuti".
Fonte: ADNKRONOS
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mercoledì 13 gennaio 2010
Devastante terremoto ad Haiti, migliaia di vittime. Si scava tra le macerie alla ricerca dei dispersi
Port-au-Prince, 13 gen. (Adnkronos/Ign) - Sono migliaia le vittime del devastante sisma di magnitudo 7,3 della scala Richter che ieri intorno alle 23, ora italiana, ha colpito Haiti. L'epicentro è stato localizzato a 15 km a sud-ovest della capitale, Port-au-Prince. Si sono registrate una decina di scosse che hanno raso al suolo la città : decine i palazzi crollati a Port-au-Prince, tra cui il Palazzo presidenziale e la sede dell'Onu.
L'edificio principale del quartier generale delle Nazioni Unite è crollato. Alain Le Roy, responsabile delle missioni Onu di peacekeeping ad Haiti, ha riferito che i morti accertati nella sede sono "meno di cinque". Al momento, ha aggiunto, circa dieci persone "alcune vive, altre morte" sono state estratte dalle macerie. Molti altri sono tuttavia ancora dispersi. In precedenza il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon aveva detto che al momento del sisma nella sede vi erano 100-150 persone. Fra dispersi ci sono il capo missione Onu ad Haiti, il tunisino Hedi Annabi, e il suo vice il brasiliano Luiz Carlos da Costa.
Nel terremoto sono deceduti otto caschi blu dell'Onu di nazionalità cinese, mentre altri 10 peacekeeper di Pechino risultano dispersi, e tre militari giordani che partecipavano alla forza di peacekeeping ad Haiti. Il comando dell'Esercito di Brasilia ha poi comunicato che quattro militari brasiliani della missione di stabilizzazione di Haiti delle Nazioni Unite sono morti ed altri cinque sono rimasti feriti.
Secondo le testimonianze nella città vi sono cadaveri per le strade e si scava con le mani sotto le macerie per salvare le persone rimaste sepolte. Almeno 200 risultano disperse dopo il crollo di un albergo di lusso che si trovava nei pressi del quartiere generale dell'Onu.
Molte chiese di Haiti sono state danneggiate dal sisma. ''Port-au-prince è totalmente devastata. La Cattedrale, l'Arcivescovado, tutte le grandi chiese, tutti i seminari sono ridotti a macerie'', racconta il nunzio apostolico ad Haiti, l'Arcivescovo Bernardito Auza, in una testimonianza diffusa dall'agenzia Fides. Nel terremoto ha perso la vita monsignor Serge Miot, arcivescovo della capitale haitiana . Il suo corpo senza vita - riferisce Misna - è stato ritrovato sotto le macerie dell'arcivescovado.
Purtroppo non mancano atti di sciacallaggio. Sciacalli, ma anche gente affamata, hanno preso d'assalto i supermarket rimasti in piedi dopo il sisma. Non ci sono mezzi, né luce e sono difficilissime le comunicazioni. "Le reti di telefonia mobile non funzionano e le strade sono gravemente danneggiate", sottolinea Medici Senza Frontiere, che si dice "estremamente preoccupata per l'incolumità dei propri pazienti e del proprio staff".
Potrebbe però riaprire nelle prossime ore l'aeroporto di Port-au-Prince, fondamentale per permettere l'arrivo degli aiuti umanitari. "L'aeroporto della capitale - ha riferito il ministero della Difesa del Brasile - è rimasto chiuso tutta la notte e la sua riapertura dipenderà dal risultato di un'ispezione che dovrà essere condotta dalle autorità per verificare lo stato della pista di atterraggio e di quella di decollo".
''La maggior parte di Port-au-Prince è distrutta'', ha dichiarato la first lady dell'isola, Elisabeth Debrosse Delatour, citata dall'ambasciatore haitiano a Washington, Raymond Joseph. "Abbiamo parlato ieri sera con lei - ha riferito il diplomatico -, ci ha detto che lei ed il presidente stavano bene e così anche la maggior parte dei funzionari del governo, perché la maggior parte degli edifici governativi sono crollati dopo che gli impiegati erano andati via".
Intanto è scattata la macchina dei soccorsi. Per l'Italia il ministro degli Esteri Franco Frattini assicura che il nostro Paese ''non lesinerà alcuno sforzo negli aiuti, coordinandosi con gli altri''. E si mobilita anche l'Unione europea. A Bruxelles l'alto rappresentante della politica estera dell'Ue Catherine Ashton ha convocato una riunione d'emergenza dell'esecutivo. Immediata la decisione di stanziare subito 3 mln di euro di aiuti per il Paese caraibico, grazie alla procedura veloce che si attua in questi casi.
Dagli Usa il presidente Barack Obama ha chiesto allo staff della sicurezza nazionale di varare "una campagna di aiuti tempestiva, massiccia e coordinata". Mentre il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha annunciato un primo stanziamento di "10 milioni di dollari" da parte del Centro d'emergenze del Palazzo di Vetro.
Fonte: ADNKRONOS Continua...
martedì 7 aprile 2009
TERREMOTO ABRUZZO, 220 LE VITTIME
(AGI) - Roma, 7 apr. E' di 220 vittime il bilancio del terremoto in Abruzzo. Lo ha riferito la protezione civile locale che parla anche di 50 dispersi e di oltre 1.500 feriti ricoverati in diversi ospedali abruzzesi e anche a Roma. Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, oggi e' tornato a L'Aquila dopo la catastrofe e ha chiesto ai cittadini di non rientrare nelle loro case, perche' c'e' l'eventualita' di altre scosse. Il presidente del Consiglio ha ringraziato i settemila soccorritori impegnati nelle zone terremotate dell'Abruzzo, sia quelli dell'apparato messo in campo dallo Stato sia i volontari e aggiunto che "il bilancio della risposta alla tragedia e' assolutamente positivo". Sono state montate 20 tendopoli, aggiunge, e da domani iniziera' l'inventario delle "decine di migliaia di case" che hanno subito danni dall'evento sismico. Quanto ai beni artistici e architettonici Berlusconi spiega che prima verra' effettuato un inventario dei beni danneggiati e poi verra' messo a punto un piano degli interventi. Il premier ribadisce inoltre quanto gia' anticipato ieri e cioe' che l'Italia al momento non ricorrera' ad aiuti economici da parte dei tanti paesi che hanno offerto al nostro paese solidarieta' e sostegno finanziario. "Ringraziamo i paesi stranieri per la loro solidarieta' - dice - ma invitiamo a non inviare qui i loro aiuti. Siamo in grado di rispondere da soli alle esigenze, siamo un popolo fiero e di benessere, li ringrazio ma bastiamo da soli". Berlusconi spiega ancora che nessun albergo della costa abruzzese e' stato confiscato e le autorita' della Protezione civile stanno definendo con i proprietari delle strutture i prezzi per l'ospitalita' degli sfollati dalle zone del terremoto. Infine il premier annuncia che il governo, con il ministro Sacconi, sta studiando misure di aiuto, ovvero ammortizzatori sociali, anche per i lavoratori autonomi delle zone colpite dal terremoto. "L'azione del governo e' guidata dalla filosofia 'People first' - dice - sia per quel che riguarda l'emergenza terremoto sia per quella determinata dalla crisi economica. Saremo vicini a tutti i cittadini in stato di bisogno". (AGI)
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